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	<title>Tassazione &#8211; Smart Impresa</title>
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	<description>Portale dei Forfettari e contribuenti Minimi</description>
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		<title>Regime Forfettario: quando conviene e quanto si paga?</title>
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				<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 08:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Regime Forfettario]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di decidere l’opzione per il regime forfettario, il contribuente si trova di fronte ad alcuni dilemmi di non facile soluzione: è il regime adatto per me? Quanto risparmierò rispetto al regime semplificato? Se da un lato l’imposta sostitutiva può sembrare vantaggiosa in quanto consente di quantificare in modo agevole e rapido la tassazione, dall’altro bisogna tener conto che la base imponibile dei contribuenti in regime forfettario è diversa da quella dei contribuenti in contabilità semplificata, sia nella base di computo che nella determinazione.</p>
<p>Primo ed importante aspetto da considerare è che con l’applicazione di un’imposta sostitutiva il contribuente non può portare né in deduzione i costi sostenuti né in detrazione gli oneri sostenuti. Per fare un esempio, a parte i contributi previdenziali che possono essere dedotti dalla base imponibile, <strong>tutte le altre spese sostenute</strong> (interessi passivi sul mutuo, spese sanitarie, importi destinati alla previdenza complementare, assicurazioni sulla vita, spese universitarie)  <strong>e le detrazioni per carichi familiari</strong> (coniuge, figli ed altri familiari) <strong>non possono dedotte/detratte dalla tassazione</strong>, come invece avviene per il regime semplificato.</p>
<p>Quindi, un contribuente che paga interessi per mutui e spese sanitarie di importo consistente, che ha coniuge e figli a carico e non ha altri redditi oltre quello derivante da attività in regime forfettario molto probabilmente potrebbe trovare poco conveniente aderire al regime agevolato.</p>
<p>Anche chi sostiene parecchi costi nella propria attività potrebbe trovare poco conveniente aderire al regime forfettario: il regime in questione, infatti, è detto “forfettario” proprio perché applica direttamente al volume d’affari del contribuente una percentuale di redditività prestabilita (che varia a seconda del settore di appartenenza) che in molti casi si avvicina all’80%; in tal caso, un contribuente con spese consistenti in relazione al volume d’affari prodotto potrebbe trovare conveniente optare per il regime semplificato.</p>
<p>I vantaggi del regime forfettario, anch’essi da non trascurare sono sostanzialmente riconducibili:</p>
<ul>
<li>all’esonero dall’obbligo di emissione della fattura elettronica;</li>
<li>alla non applicazione degli studi di settore (Indicatori Sintetici di Affidabilità, secondo la nuova normativa);</li>
<li>alla non applicazione dell’IVA sulle prestazioni rese;</li>
<li>alla riduzione del 35% sui contributi dovuti all’INPS dai contribuenti iscritti alla gestione artigiani e commercianti.</li>
</ul>
<p>Per poter maturare una decisione consapevole, quindi, è necessario che il contribuente operi un’attenta valutazione di tutti questi elementi; tale valutazione non può essere effettuata ricorrendo a metodi empirici e/o grossolani, ma necessita di una valutazione soggettiva ed attenta che può fornire al contribuente un quadro maggiormente chiaro e veritiero delle prospettive future.</p>
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